Il sarto di Picasso

Il sarto di Picasso

Durante la notte, il vento e la pioggia avevano tormentato i paesi della costa, ma poi, verso la fine della mattinata, il sole si era alzato oltre le nuvole ancora gonfie d'acqua. Sembravano appoggiate sul mare. Adesso, nel primo pomeriggio, l'orizzonte è diventato una linea nitida che offre un solido punto d'appoggio allo sguardo dei due uomini che si sono appena stretti la mano nel giardino della villa.

Entrano in casa e si muovono con gesti lenti e misurati all'interno di una grande sala piena di quadri appoggiati alle pareti. Il tavolo rotondo al centro della stanza è ingombro di fogli bianchi, barattoli di colore e pennelli di ogni dimensione. - Quanto tempo ti occorre? - chiede Picasso. - Non molto, - risponde il sarto italiano.

- Nel corpo umano non ci sono tante misure da prendere. - Già, - dice Picasso con un accenno di sorriso. - Ti serve molto spazio o va bene qui? - Va bene qui. - Allora restiamo qui. Così, dove lavoro io lavori anche tu.