Il lavoro nella dottrina sociale della Chiesa

Il lavoro nella dottrina sociale della Chiesa

"Questo principio - cioè che il lavoro non è una merce qualsiasi, che la dignità della persona umana del lavoratore è un criterio di valutazione giuridica prevalente sulla considerazione economica del lavoro come fattore della produzione - a noi sembra molto semplice e intuitivo, ma all'epoca della 'Rerum novarum' era un principio rivoluzionario, perché si poneva in contrasto col concetto di libertà su cui era fondata la società uscita dal rivolgimento del 1789, e di esso postulava una radicale modificazione. L'avere rivendicato questo principio al sistema dei valori cristiani, l'averlo formulato come principio di progresso sociale, e non di violenta distruzione dell'ordine esistente, tale fu l'opera della 'Rerum novarum'". "La preoccupazione centrale del Pontefice (Giovanni Paolo II), profondamente radicata nella teologia e nell'antropologia bibliche, è che l'uomo produttore non perda il contatto con l'uomo sapienziale: senza la sapienza l'uomo è "incapace di comprendere la giustizia". Un tempo l'homo faber e l'homo sapiens (nel senso etimologico di 'assaporatore', ossia dotato della sensibilità ai valori) erano uniti; nella società moderna tendono a separarsi perché la forma di pensiero del primo è divenuta radicalmente diversa". Gli studi raccolti in questo volume testimoniano l'impegno del professor Luigi Mengoni nell'indagine diretta della dottrina sociale della Chiesa, condotta con il rigoroso metodo del maestro di Diritto e di attento osservatore della realtà sociale.